Bolle and friends: il viaggio nella bellezza alle terme di Caracalla

Roberto Bolle-4“Viaggio nella bellezza” è proprio il caso di dirlo è stato un vero viaggio nella bellezza quello che il 27 luglio ha avuto luogo nella splendida location delle terme di Caracalla a Roma, lo spettacolo Roberto Bolle& friends anche quest’anno ha regalato a milioni di persone le emozioni più pure e indescrivibili.

bolle_verona_2015_foto_francesco_squeglia_9607_20150722Lo spettacolo ha avuto inizio con il pas de deux tratto da “Exelsior” interpretato da Roberto Bolle e l’etoile della Scala di Milano Nicoletta Manni, interpretazione perfetta e coinvolgente un migliore saluto di benvenuto al pubblico sarebbe stato difficile da trovare,subito dopo è stata la volta di altri due danzatori  Melissa Hamilton, Eric Underwood che si sono esibiti nel passo a due di danza contemporanea Tryst, il suono del violino,pungente si sposava alla perfesione con i movimenti perfettamente scanditi dei danzatori. A coinvolgere il pubblico notevolmente è stato il Pas de deux del Don Chisciotte interpretato Maria Kochetkova, Joan Boada i quali hanno portato in scena energia e allegria il tutto racchiuso da una tecnica exc-arenaindefinibilmente perfetta. Un momento di grande emzione è stato poi il particolare passo a due di danza moderna i cui protagonisti erano Roberto Bolle e il danzatore  Alexandre Riabko in cui l’alternarsi di amore e odio regalavano al pubblico sensazioni di grande pathos e coinvolgimento. Le parole non bastano per descivere la performance dell’etoile scaligero e della danzatrice nicoletta manni in “Carmen-pas de deux” impersonando meravigliosamente grazia,passione e amore. Per queste serate speciali Roberto Bolle ha raccolto intorno a sé artisti di grande talento e fama, provenienti da alcune delle compagnie di balletto più importanti del mondo: dal celeberrimo Royal Ballet di Londra all’Hamburg Ballet fino alla Compagnia del Teatro alla Scala di Milano, con le due giovani promesse Nicoletta Manni e Claudio Coviello. Il programma, scelto direttamente da Roberto Bolle, è un incredibile viaggio nel fantastico: dai classici del repertorio a gioielli della coreografia del Novecento, creati da “mostri sacri” quali Ashton, MacMillan, Neumeier, fino ad arrivare alle stelle della coreografia contemporanea, quali Wheeldon e McGregor. Accostamenti inediti, che permettono di godere, in un’unica serata, di quanto di meglio si muove nel panorama del balletto internazionale, dal ‘900 ad oggi, dando vita ad uno spettacolo prezioso ed imperdibile per appassionati, ma anche per neofiti della danza.

Unica nota stonata la maleducazione di un pubblico che per protestare contro chi si accingeva ad entrare in ritardo si è alzato fischiando ed urlando durante la prima performance di Bolle e riconfermandosi altrettanto irrispettosi lasciando la platea in massa mentre gli artisti si trovavano ancora sul palco intenti a ringraziare un pubblico decisamente troppo insensibile  e scortese.11375803_434786690039571_1980990799_n

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29 Aprile: giornata internazionale della danza

Questa giornata è dedicata a chi grazie alla danza riesce ad avere più anime,a chi dalla danza ha ricevuto tante lezioni di vita,a chi per lei ha cercato di superare limiti e difficoltà con il sorriso sulle labbra,a chi semplicemente la ama in ogni sua sfaccettatura,a chi la rispetta,a chi la osserva e la ammira e a chi le ha dedicato una vita.11169092_10206949025192449_2060739552_n

In questa giornata io condivido l’amore…

L’intramontabile Giselle al teatro San Carlo di Napoli

Giselle_foto-Francesco-Squeglia_8160-610x406Si è conclusa al Teatro San Carlo di Napoli la stagione di Balletto 2014/2015 con l’ultima replica di Giselle, titolo tra i più amati di sempre del repertorio classico di ispirazione romantica, andato in scena dal 14 al 19 aprile 2015. Domenica 19 aprile a dominare la scena sono stati  Yolanda Correa nel ruolo di Giselle e Yoel Carreño in quello di Albrecht, ex solisti e primeros del prestigioso Ballet Nacional de Cuba ed attualmente coppia-star del Norwegian National Ballet di Oslo.

Il primo impatto è dato dalla magnificenza della scenografia interamente tridimensionale e curata nei dettagli,sembra davvero di trovarsi in un borgo incorniciato però dalla maestosità del teatro più bello del mondo. Il primo momento trascinante è senza ombra di dubbio rappresentato dall’ entrata di Giselle le cui note inconfondibili fanno realmente venir voglia di danzare, una musica  che si sposa in  modo perfetto con ogni passo.Tra le mille qualità di questo capolavoro vi è forse proprio il fatto che  sembra  siano i passi a creare la musica come se ogni passo decidesse la nota giusta. Stupendi i costumi che rispetto ad altre rappresentazioni di Giselle presentano la particolarità della presenza di maggiori colori pastello e una notevole leggerezza data dai tessuti svolazzanti. Si respira la perfetta sintonia tra i due protagonisti e una grande dote  recitativa la cui conferma si ha  nel momento culmine del balletto, ricco di grande pathos in cui viene inscenata  la pazzia con conseguente  morte struggente della protagonista in cui l’interprete  cubana è riuscita ad emozionare considerevolmente il pubblico. Entusiasmante anche l’inconfondibile “manège” della protagonista al finire  della variazione del primo atto. E’ però l’atmosfera spirituale del secondo atto (chiamato anche atto bianco) a trasportare  tutti  gli spettatori in un’altra dimensione in cui è impossibile non ipnotizzarsi alla visione di tanto tulle bianco che accompagna perfettamente magnifici “aplomb” in “arabésque” e susseguirsi di pose statiche;un perfetto quadro che regala alle danzatrici l’aspetto di candide nuvole. La bellezza di Giselle risiede nella varietà dei momenti,gli interpreti sono chiamati a esprimere dall’ allegria spensierata alla disperazione, dalla scanzonata padronanza di sé alla consapevolezza che la vita non ha scopo senza amore e infine nel contrasto tra il primo atto in cui lo spettatore viene immerso nella realtà di un villaggio al secondo atto in cui ci si ritrova in una foresta illuminata dalla luna abitata dalle Villi, vendicativi spiriti di giovani promesse spose che morirono prima del matrimonio.

L’Unione Italiana Ciechi e la RC Modern Dance Company insieme per un viaggio sensoriale danzato

Cinque-Binario71Verrà presentato il 27 marzo alle ore 21 presso il Teatro Binario 7 di Monza il nuovo lavoro della RC Modern Dance Company dal titolo “5 CINQUE: Percorso Sensoriale in Movimento“. L’idea di questo percorso sensoriale danzerino  nasce dalla collaborazione tra Luca Aronica, imprenditore e vicepresidente dell’Unione Italiana Ciechi e la coreografa della Compagnia Romina Contiero. L’obiettivo di “5CINQUE” è quello di ribaltare l’idea di disabilità per ritrovare in essa non un limite percettivo ma una nuova risorsa, un modo per scoprire sé stessi e il proprio potenziale e per raccontarlo in un percorso sensoriale in danza. Luca Aronica ha spiegato la finalità dello spettacolo:“Attraverso lo spettacolo, l’Associazione avrà l’opportunità di effettuare una raccolta fondi a sostegno di varie iniziative quali progetti educativi, riabilitativi e percorsi di autonomia rivolti ai nostri soci. Uno degli obiettivi più importanti è quello di entrare nelle scuole, offrendo nuove offerte formative, sviluppando incontri tematici e formativi sulla disabilità visiva”. La RC Modern Dance Company illustrerà i 5 sensi componendo 5 quadri diversi vi sarà il gusto come carattere ed espressione della vita passando poi all’olfatto rappresentato dal ricordo del profumo, l’udito attraverso la lingua dei segni e l’ascolto del ritmo del proprio cuore, al tatto come amore, contatto e desiderio ed infine la vista come visione del presente e del futuro oltre i limiti terreni. Le creazioni della Compagnia sono infatti volte ad un pubblico non solo del settore, ma anzi trovano maggior spinta e consensi spesso in un pubblico vario e non “tecnico”. Uno degli obiettivi della Compagnia è infatti quello di creare per mettere in scena un linguaggio danzante chiaro e sincero, fatto di emozioni, colori, tecnica, disciplina e passione, che possa raggiungere il pubblico, qualsiasi esso sia.

 

Le Jeunne Homme et la Mort: Alessandra Ferri all’Opera di Firenze con il capolavoro di Roland Petit

Il capolavoro di Roland PetitLe Jeune Homme et la Mort, sarà all’Opera di Firenze dal 1 al 10 marzo segnando il ritorno sul prestigioso palcoscenico fiorentino dell’ étoile Alessandra Ferri che danzerà insieme ad Herman Corejo. Mentre quest’ultimo, principal dell’American ballet, ricoprirà il ruolo creato per Jean Babilée nel 1946, la Ferri interpreterà il ruolo della Morte: sensuale, con  capelli neri a caschetto, guanti di raso e un lungo vestito giallo, incarnando l’essenza della femme fatale che prende l’anima del giovane artista in salopette. Ci gioca, lo illude, e infine lo spinge al suicidio, danzando sulle musiche della Passacaglia e Fuga in do minore BWv 582 di Johann Sebastian Bach.

Herman Cornejo, origini argentine ed un passato tra la School of American Ballet prima, e il Balletto Argentino di Julio Bocca. A sedici anni Cornejo vince la Medaglia d’oro alla VIII International Dance Competition a Mosca: è più giovane nella storia del premio. Al suo ritorno da Mosca è promosso primo ballerino del Balletto Argentino, alternandosi nelle produzioni con Julio Bocca. Nel 1999 è membro del corpo di ballo dell’American Ballet Theatre. Herman Cornejo diventa anche primo ballerino del Balletto Corella di Castilla y León in Spagna, debuttando nel 2008 al Teatro Real di Madrid.

Alessandra Ferri non ha bisogno di presentazioniétoile internazionale, orgoglio italiano nel mondo. Nel 2007 la scelta di ritirarsi dalle scene, il suo ultimo spettacolo a Taormina. Nel 2013 arriva però la grande notizia: torna in scena a Spoleto con la pièce The piano upstairs, da lei stessa coreografato. Successivamente Martha Clarke crea per lei Chéri, rappresentato a New York , Buenos Aires, Washington e al Ravenna Festival nel 2014. Il prossimo maggio sarà al Covent Garden per interpretare una creazione dedicata a Virginia Wolf. Inoltre l’etoile ha dichiarato che questo non è un ritorno in scena ma un andare avanti nella sua nuova vita in cui ballerà non più per carriera ma solo per  sogno e passione.

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La storia del balletto

 Le Jeune Homme et la Mort è un balletto di Roland Petit,coreografato nel 1946 con musiche di Bach Passacaglia e Fuga in do minoreBWV 582, con un atto unico su libretto di Jean Cocteau . Petit dichiarò di aver creato Le Jeune Homme et la Mort per sua moglie Zizi Jeanmaire, ma alla prima il 25 giugno 1946 fu interpretato  da Jean Babilée e Nathalie Philippart al Ballets des Champs-Elysées con costumi di Tom Keogh.

Jean Babilée e Nathalie Philippart

Jean Babilée e Nathalie Philippart

Nel 1951, Petit portò in scena il balletto all’ American Ballet Theatre.Nel 1966, il balletto ebbe il suo massimo splendore in Francia con la toccante interpretazione di Rudolf Nureyev e Zizi Jeanmaire.

Jean Babilée e Nathalie Philippart

Jean Babilée e Nathalie Philippart

Le Jeune Homme et la Mort è stato ripreso da Mikhail Baryshnikov al Ballet Theatre nel 1975, e nel 1985 nel film “Notti bianche“, con arrangiamenti di Petit per Baryshnikov. Ha fatto parte del repertorio del Balletto dell’Opera di Parigi dal 1990 interpretato da  Kader Belarbi .E ‘stato anche ballato dal Ballet National de Marseille (1984), il Balletto dell’Opera di Berlino (1985), il Boston Ballet (1998), il Balletto Bolshoi (2009), e il Balletto Mariinskij (fine del 1990, ripresa 2012 ). Infine nel 2014 è stato ripreso dal teatro alla Scala interpretato dall’ immenso Roberto Bolle.

Rudolf Nureyev e Zizi Jeanmaire

Rudolf Nureyev e Zizi Jeanmaire

 

Roberto Bolle e Marta Romagna

Roberto Bolle e Marta Romagna

Rudolf Nureyev e Zizi Jeanmaire

Rudolf Nureyev e Zizi Jeanmaire

Il Royal Ballet in diretta da Londra nei The Space cinema:programmazione 2015

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Romeo e Giulietta fu il primo balletto a serata intera di Kenneth MacMillan e, dal suo debutto nel 1965, è stato uno dei titoli di punta del Royal Ballet, amato in tutto il mondo. All’inizio del balletto, le scene di massa create da MacMillan pullulano di vita e colore, con i cittadini, i commercianti e i servitori delle due famiglie rivali Montecchi e i Capuleti.

Tuttavia, una volta che Romeo e Giulietta si incontrano, tutto il resto sembra scomparire, par dare appunto maggiore spazio all’amore tra i due protagonisti. Tre grandi pas de deux (l’incontro nella sala da ballo, la scena del balcone e la mattina dopo il matrimonio) trasmettono con eloquenza la timidezza adolescenziale, il fascino, la fretta e la fame di amore e il dolore della separazione.

La scena finale, quella della tomba, è un pas de deuxdevastante in cui Romeo balla con una Giulietta priva di sensi (che lui pensa morta). Il Royal Ballet ha rappresentato Romeo e Giulietta più di 400 volte. Tuttavia, ciascuna rappresentazione si distingue dalle precedenti: ogni coppia di protagonisti porta infatti nuove sfumature ai ruoli dei due innamorati, mentre la ricchezza di ruoli di supporto  offre nuove sfide ai ballerini della compagnia.

Le scenografie rinascimentali di Nicholas, con alcuni dettagli originali recentemente restaurati, rappresentano lo sfondo ideale per questo spettacolo meraviglioso.

07_lago-dei-cigniIl lago dei cigni, indubbiamente il più emozionante tra i balletti romantici, narra l’affascinante storia di una bella fanciulla trasformata in cigno e dello straziante tributo alla potenza dell’amore.

Il lago dei cigni rappresenta una perfetta unione di coreografia e musica e, anche se Čajkovskij non visse abbastanza a lungo da poterne assaporare il successo, la sua prima musica per balletto è diventata sinonimo del balletto stesso e fonte d’ispirazione per generazioni e generazioni di ballerini, nonché emblema della cultura popolare. Dai primi giorni dei Vic-Wells Ballet, Il lago dei cigni è diventato uno dei titoli di punta del Royal Ballet. Attraverso questa produzione, Anthony Dowell si è posto lo scopo di tornare ad un’ autentica versione della coreografia creata dal grande Marius Petipa e da Lev Ivanov nel lontano 1895 per il Teatro Mariinsky. Le scenografie di Yolanda Sonnabend si rifanno alla Corte Imperiale Russa di quel periodo, unendo accuratezza storica e fantasia gotica. Le scene di corte del I e del III Atto presentano uno stile glamour ispirato a Carl Fabergé, mentre i celebri atti “bianchi” sono ricchi di nebbia, ombra e luce lunare.

09_filleL’ultimo balletto di Frederick Ashton è una creazione gioiosa, ispirata dal suo amore per le campagne del Suffolk. L’opera si ispira a un balletto francese del 1828 e le musiche sono state adattate da John Lanchbery, partendo da quelle originali di Ferdinand Hérold. La Fille mal gardée ha riscosso un enorme successo al suo debutto nel 1960 ed è rimasto uno dei balletti più amati del repertorio del Royal Ballet.

La Fille presenta alcune delle coreografie più virtuosistiche di Ashton: la giovane passione di Lise e del suo amante Colas viene espressa in una serie di energici passi a due. Il balletto è condito dal buon umore, in un turbinio di polli danzanti, burberi guardiani e stupidi pretendenti che affollano il palcoscenico. Ashton ha affettuosamente aggiunto elementi delle danze folcloristiche nazionali, dalla danza cloge del Lancashire a una danza maypole, trasformando La Fille mal gardée nel balletto più inglese del Royal Ballet (aldilà del titolo francese). Le colorate scenografie di Osbert Lancaster donano al balletto una verve ancora maggiore.